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Segnaliamo, per chi se lo fosse perso, l'intervento del consigliere Giuseppe Parolari su il Trentino di domenica 7 agosto: "le ragioni vere della riforma sulla ricerca".
L'articolo e' divertente e permette di svelare alcuni retroscena della riforma, come l'aneddoto della mancata concessione di una missione a Parolari che egli stesso pone come motivazione alla base della scelta della fondazione (?). Il divertimento pero' si mischia ad una nota di inquietudine nell'apprendere il modello di ricerca e sviluppo che sottende il pensiero e l'azione di Parolari.
Riassumiamo brevemente cosa non condividiamo della riflessione di Parolari:
- i risultati della ricerca sono sempre legati ad un team
l'accorato intervento di Parolari lascia trasparire un tipico luogo comune della cultura italiana che davanti alla complessita' di una organizzazione di ricerca preferisce indulgere verso l'oleografia del ricercatore solipsista; nel resto del mondo il ricercatore e' una professione e non una vocazione; - la semplificazione non aiuta a governare la complessita'
il pensiero di Parolari e' lineare: la comunita' locale finanzia la ricerca, la ricerca produce innovazione, l'innovazione innesca sviluppo, lo sviluppo arricchisce la comunita' locale; questo modello di pensiero riduce la sfida dell'innovazione ad un problema di regia che infatti la legge attribuisce alla Provincia; il risultato netto e' la creazione di un nuovo soggetto funzionale alla regia della Provincia invece che un soggetto autonomo e pienamente responsabile; nessuno al mondo crede di poter gestire in modo lineare la filiera della ricerca e dello sviluppo; - disallineamento fra dichiarazione di intenti e norma legislativa
il consigliere auspica una piena autonomia e responsabilizzazione dei ricercatori dimenticando di aver appena approvato una legge che toglie anche solo la discrezionalita' di organizzare l'attivita' per laboratori piuttosto che per progetti, auspica una sburocratizzazione della ricerca ma vincola ogni sua scelta al controllo e al benestare della Provincia; esiste uno scollamento tra la visione di Parolari e il testo di legge da lui stesso approvato in aula; - l'incertezza delle regole del gioco
infine il capitolo della valutazione; il consigliere da una parte denigra il criterio delle pubblicazioni che la comunita' scientifica internazionale (non l'IRST) si e' data come metodo per la verifica dei risultati, dall'altra dimentica che la Provincia ha sempre confermato i dirigenti alla guida dell'ITC; uno dei maggiori motivi di disagio per i ricercatori e' la mancanza di un quadro di riferimento certo per la valutazione della loro attivita'; in mancanza di indicazioni chiare dalla Provincia i ricercatori hanno deciso di adottare quello della comunita' scientifica internazionale, quella con cui quotidianamente competono;



