martedì, marzo 27, 2007

Bounded Resources


© TheOneGreatX

I ricercatori hanno recepito molto bene la nota di indirizzo dell'assessore alla ricerca che conteneva un riferimento alla nozione di "risorse limitate". Forse proprio per questo motivo i ricercatori faticano ad interpretare le prime mosse della Fondazione Kessler come l'iniziativa LogoLab.

LogoLab e' costituito da un team di 12 persone che in modo molto professionale e con il supporto di una societa' di consulenza esterna, Pio Nainer Design Group, sta lavorando al progetto comunicativo della Fondazione mediante un approccio basato sul participatory design.

Non si intende in alcun modo in questa sede entrare nel merito dell'iniziativa o sminuire il valore del lavoro che stanno svolgendo i nostri colleghi.

La percezione dei ricercatori e' che in questo caso si stia operando senza alcun vincolo di budget che sia commisurato all'obiettivo. La gestione dei costi di overhead e' destinata invece a giocare un ruolo chiave nel futuro della Fondazione.

A questo proposito non e' ancora chiaro come la Fondazione intenda rivedere non solo l'organizzazione ma anche i costi della struttura amministrativa che riceve in eredita' dall'ITC un numero di impiegati superiore a quello dei ricercatori.

13 commenti:

Anonimo ha detto...

“A questo proposito non e' ancora chiaro come la Fondazione intenda rivedere non solo l'organizzazione ma anche i costi della struttura amministrativa che riceve in eredita' dall'ITC un numero di impiegati superiore a quello dei ricercatori”.
Questo sembra uno dei mantra di Berlusconi che, a forza di ripeterli, sembrano veri. Non è così.
In FBK lavorano 640 persone (contiamole tutte, non solo i ricercatori a tempo indeterminato), con diversi contratti a tempo determinato o indeterminato.
Ci sono “non ricercatori” che lavorano anche (o quasi solo) per la ricerca: segreterie di ricerca, officina, IT, uscieri. E non diciamo che questi sono “amministrazione” perché qualcuno che mantiene gli edifici e le infrastrutture ci vuole. O vogliamo ripararci il riscaldamento e l’impianto elettrico da soli? Altrimenti si possono spostare nella ricerca o esternalizzare (come le pulizie o il portierato) ma i costi non cambiano. Credete che decentralizzare o esternalizzare i servizi sia più economico? Leggetevi qualsiasi manuale di organizzazione e vedrete che non è così.
Cosa rimane? Una decina di persone all’ufficio Personale, una decina al COGE, sei in Ragioneria. Poi c’è la Presidenza e tutto ciò che gli gira intorno (altre 10 persone?). Facciamo 35 persone? Su un totale di 640. Forse sono troppe ma sicuramente non sono “più dei ricercatori”.
Allora finiamola di fare demagogia e di lamentarci che “le tasse sono troppo alte”.

Anonimo ha detto...

Vuole forse dire che molti di: segreterie di ricerca, officina, IT, uscieri hanno sottoscritto il Manifesto dei Ricercatori, perche' si sento parte della categoria?

Anonimo ha detto...

In FBK c'e' una intera fascia di personale che evidentemente non fa' parte in senso stretto della categoria dei ricercatori ma che contribuisce in maniera determinante ai risultati di ricerca. E non parlo solo dei tecnici (per altro - basta che ti informi - ce ne sono alcuni che pubblicano come primo autore e relazionano a congressi) ma anche di segretarie che garantiscono servizi fondamentali con grande professionalita' (lo sai chi segue gli aspetti legali/amministrativi dei contratti europei per esempio ?), personale dei servizi e dell'officina. E se gli stessi non hanno firmato il manifesto forse e' perche' qualcuno gli ha voluto mettere quel titolo. E anche perche' forse non si indentificano in una categoria che tu, non ne dubito, vorresti sia elitaria.

Anonimo ha detto...

avete letto l'articolo a p.19 del quotidiano l'Adige di oggi ??

Anonimo ha detto...

Della serie "armiamoci e partite". Mi spiace per tutti quei colleghi che si sono fatti abbindolare dall'iniziativa di Stock. Puo' essere un caso che i due piu' grandi promotori dell'avventura della Fondazione, Zanotti e Stock, hanno entrambi una poltrona bella sicura in Universita', ovvero non rischiano nulla? Non rischiano nulla. NON RISCHIANO NULLA.

Anonimo ha detto...

Mi spiace che i colleghi amministrativi se la prendano. Nessuno nega che tra loro ci sia molta gente valida. Il loro contributo e' fondamentale per la ricerca. Ma sarebbe come se i ricercatori negassero che tra loro c'e' chi ha smesso di essere produttivo. La Fondazione dovra' affrontare anche questo problema ugualmente spinoso. Che senso ha che la Fondazione assuma quei ricercatori che sono palesemente demotivati e ormai avulsi dalla loro professione?

Anonimo ha detto...

A me questa dei ricercatori "palesemente demotivati e ormai avulsi dalla loro professione" sembra un'affermazione non basata su alcun dato di fatto. Quanti sarebbero? A me non ne vengono in mente molti (tra quelli che sono ancora in ITC). Anzi, me ne viene in mente uno soltanto.

Anonimo ha detto...

Anch'io sono convinto che il numero di ricercatori non produttivi sia entro i limiti fisiologici di una organizzazione di medie dimensioni. Il problema non e' la loro epurazione ma la loro riqualificazione. Da questo punto di vista si paga lo scotto di anni privi di una politica del personale. Buon lavoro Osello!

Anonimo ha detto...

Scusate ma a me questa iniziativa di logolab non piace neanche nel merito e qualcuno dovrebbe avere il coraggio di dirlo (quando rimuoveranno quella offensiva tendina con "la tua opinione e' importante"? Ogni giorno che vengo al lavoro mi stimola la bile).

Anonimo ha detto...

Gli amministrativi non si devono offendere. Il cambiamento tocca anche loro. Forse non avete ancora realizzato che e' avvenuto un cambiamento. Non nell'immediato ma sul medio-lungo termine i costi di gestione della baracca giocheranno un ruolo importante. Nessuno mette in dubbio la professionalita' dell'ufficio editoria ma arrivera' il momento della decisione se e' sostenibile il costo di un simile ufficio non tanto rispetto alla qualita' del lavoro svolto da quell'ufficio ma nell'economia globale della Fondazione. Non succedera' ora ne' l'anno prossimo ma succedera' perche' nonostante la sventolata autonomia in realta' la Fondazione dipende dai trasferimenti della Provincia. Io sono curioso di vedere che tipo di accordo di programma verra' concordato. Non dimenticate la clausola vessatoria che i fondi concordati in sede di accordo di programma non sono necessariamente acquisiti ma vincolati a verifica. Altro appuntamento importante sara' quello del bilancio in cui la Fondazione articolera' i suoi costi. Aspettiamo quei numeri e dopo riprendiamo la discussione.

Anonimo ha detto...

Guardate che qui state alimentando la classica guerra fra i poveri.Da amministrativo a tempo determinato (dopo un bel periodo di co.co.co), posso solo confermare la politica fallimentare per quanto riguarda il personale (TUTTO !!).
Negli ultimi 5 anni quando a tutti i livelli (politico/istituzionale, sindacale ecc...),il cavallo di battaglia era salviamo il precariato, sono stati banditi numerosi concorsi, vi ricordate per quali figure ?

Vi suggerisco di andare a vedere *, quanti precari sono stati immessi in ruolo a tempo indeterminato a seguito di quei concorsi, capirete per chi hanno "lavorato" i soggetti coinvolti.

*(Non vi arrovellerete il cervello, basterà fare la conta sulle dita delle mani... ..e ancora ne avanzerete).

Anonimo ha detto...

Puoi essere piu' esplicito?

Anonimo ha detto...

Venerdì 19 ottobre ore 12.30
Via Sommarive 18, Povo

C'è il nuovo marchio della Fondazione Bruno Kessler... finalmente!
Tutti sono invitati