martedì, maggio 17, 2005

Transizione II


© Trasparenze

Abbiamo gia' avuto modo di richiamare l'attenzione al problema della transizione da ente funzionale a fondazione previsto dal disegno di legge n.51/XIII (cfr. Transizione).

La proposta di riordino del sistema ricerca prevede la dismissione immediata degli enti e il loro avvicendamento con fondazioni. Da una parte si sostiene la discontinuita' in grado di innescare un cambiamento, dall'altra parte si suppone una continuita' di risultati nonostante il passaggio da enti funzionali a fondazioni.

Una cosa certa e' che i risultati degli enti funzionali avranno una caduta verticale (semplicemente per la loro scomparsa). Incerti invece i risultati delle fondazioni, o meglio, incerta e' la durata del processo di avvio delle fondazioni.

La fondazione Istituto Italiano di Tecnologia (IIT) istituita quasi tre anni or sono non e' ancora arrivata a regime. Analogamente, il centro di ricerca Microsoft (cui facciamo i migliori auguri) non e' ancora operativo dopo gli annunci dei mesi scorsi.

Auspichiamo un maggiore approfondimento del processo di avvicendamento previsto dal disegno di riordino del sistema della ricerca. I benefici della fondazione potrebbero essere compromessi da un processo di avvicendamento farraginoso.

lunedì, maggio 16, 2005

Personalizzazione


© HeadTrauma

(Riceviamo e volentieri pubblichiamo)

Il riordino del sistema della ricerca e dell'innovazione in Trentino sembra un "affare" personale tra l'assessore Salvatori, da una parte, e il consigliere Bondi, dall'altra. Questa almeno l'immagine che traspare dalla stampa.

Nuoce alla comunita' trentina questa personalizzazione del confronto sulla riforma. Poche sono le voci che si pronunciano in modo aperto sul disegno di legge n.51/XIII. Se da una parte si vorrebbe limitare ad un solo consigliere il dissenso sulla riforma, dall'altra non si riesce pero' neanche a raccogliere consensi espliciti. Quanti hanno preso pubblicamente posizione a favore del ddl (fatto salvo il Presidente della Provincia)?

Ogni posizione dialettica nei confronti della riforma e' interpretata come un attacco personale all'assessore competente. Nel dubbio di essere fraintesi nessuno si pronuncia.

Comprendiamo che l'assessore sia particolarmente coinvolto dal suo progetto di riforma da non distinguere i due ambiti, quello del ddl e quello personale. E' meno comprensibile l'atteggiamento di chi asseconda questa personalizzazione preferendo il silenzio.

sabato, maggio 14, 2005

Interrogazione


© Luisa

(Riceviamo e volentieri pubblichiamo)

Testo dell'interrogazione presentata il 13 maggio 2005

PROGRAMMA PLURIENNALE ALLA RICERCA E TRASPARENZA

In data di oggi venerdì 13 maggio, a seguito delle proteste apparse sulla stampa locale di ricercatori e professori universitari che lamentavano la mancata possibilità di partecipare ad un seminario sulla ricerca, ho potuto apprendere che l’assessorato alla ricerca e innovazione ha organizzato a Rovereto per il 13-14 maggio 2005 due giornate di lavoro sul nuovo Programma di Sviluppo Provinciale e sul futuro Programma Pluriennale della Ricerca.

Ritenuto fosse importante, oltre che per i ricercatori e professori universitari anche per il legislatore provinciale poter prendere parte a tale seminario, ho chiesto all’assessorato competente se poteva estendere l’invito anche ai consiglieri provinciali interessati a partecipare.

Purtroppo ci è stato riferito che non era intenzione dell’assessore avere la presenza di coloro che rappresentano la comunità trentina in nome della quale verrà poi approvato il nuovo Programma di Sviluppo Provinciale nonché il Programma Pluriennale della Ricerca.

Solo dietro forte insistenze si è potuto avere il testo quasi che fosse vietata ai consiglieri la possibilità anche di conoscere i contenuti del seminario stesso.

Tenuto conto che si è sempre sostenuto, da parte dell’assessorato competente, che il Programma Pluriennale della Ricerca sarebbe stato costruito nella massima trasparenza e con il coinvolgimento di tutti i soggetti interessati

si interroga
il Presidente della Provincia Autonoma di Trento,
e l’Assessore competente

per sapere:
  • per quale ragione siano stati esclusi i consiglieri provinciali dalla possibilità di partecipare al seminario organizzato a Rovereto per il 13 e 14 maggio;
  • per quale ragione sia stata persino vietata la partecipazione ai consiglieri che chiedevano di poter partecipare;
  • quale sia l’elenco completo di coloro che hanno avuto la possibilità di partecipare al seminario in oggetto;
  • se il presidente della Giunta provinciale Dellai, ha condiviso e condivide la esclusione dei consiglieri provinciali dalla possibilità di partecipare a tale seminario e quindi dalla possibilità di portare il proprio contributo al fine di costruire il nuovo Programma di Sviluppo Provinciale, nonché il ProgrammaPluriennale della Ricerca.
A norma di regolamento si chiede risposta scritta.

consigliere Mauro Bondi

venerdì, maggio 13, 2005

Ruoli


© HaMediCal

(Riceviamo e volentieri pubblichiamo)

I principali attori del sistema della ricerca, convocati dall'assessore competente, si riuniranno oggi per definire un piano della ricerca per il Trentino. Questo evento e' stato occasione per far emergere ancora una volta la farraginosita' del sistema ricerca locale.

Nonostante l'incontro sia stato pianificato da qualche tempo non si sa ancora chi siedera' al tavolo dei lavori. E' in corso una polemica su chi abbia il ruolo di rappresentare l'ITC.

Il presidente in qualita' di rappresentante legale? oppure il direttore dell'IRST in quanto competente per l'area scientifica dell'istituto? Oppure i dirigenti di ricerca a causa dell'eterogeneita' delle aree scientifiche?

La domanda potrebbe sembrare oziosa ma e' importante per quello che rivela: una confusione di ruoli. A chi il compito della programmazione in ITC? Al presidente? Ma in questo caso come mai una volta insediato non ha provveduto a definire un piano per l'istituto? Oppure al direttore? Ma avrebbe poi gli strumenti, la delega e la responsabilita' di raggiungere gli obiettivi del piano?

Il risultato netto e' che in questa confusione di ruoli il sistema gira a vuoto.

giovedì, maggio 12, 2005

Modello


© SeanMcFoto

Nello sforzo di prefigurare lo scenario verosimigliante della futura fondazione puo' essere utile guardare a qualche esempio di chi vive gia' questa realta': fondazione di proprieta' pubblica dedicata alla ricerca.

Spesso la discussione chiama in causa esperienze di paesi stranieri, noi preferiremmo tenere conto del contesto in cui viviamo e scegliere un esempio in Italia: la Fondazione Ugo Bordoni (sito web). L'esempio e' calzante perche' l'ambito della FUB e' l'ICT.

Fondazione, dunque privata, controllata dal Ministero delle Comunicazioni, quindi pubblica, dedicata alla ricerca e alla consulenza:

Coadiuva operativamente il Ministero delle Comunicazioni nella soluzione organica ed interdisciplinare di problematiche di carattere tecnico, economico, finanziario, gestionale, normativo e regolatorio.

E' questo il modello che si ipotizza per le fondazioni del Trentino? Fondazioni come braccio operativo delle politiche pubbliche? Alla Fondazione Ugo Bordoni il compito di predisporre il digitale terrestre alla Fondazione Kessler il compito di predisporre il voto elettronico.

Si raccomanda la consultazione della sezione "progetti" del sito web della FUB. E' un buon esempio di cio' che i politici sostengono dovrebbe fare l'ITC ed esattamente quello che i ricercatori non sono preparati a fare nella fondazione.