mercoledì, febbraio 07, 2007

Mistificazione


© ThisMessIAmin

Oggi nuovo incontro intorno al tavolo del contratto di lavoro collettivo della ricerca. Ieri, in occasione dell'incontro con il personale ITC, l'avvocato Falasca ha avuto modo di enunciare nuovamente gli elementi innovativi della bozza di contratto.

Ancora una volta "contratto" e "stabilizzazione dei precari" sono stati proposti come elementi correlati da un nesso causale. Questa argomentazione e' priva di ogni fondamento razionale e costituisce una mistificazione fuorviante.

Il contratto di lavoro collettivo della ricerca e' chiamato a regolamentare la professione dei ricercatori a prescindere dal loro grado di anzianita' o dalle esperienze professionali pregresse.

La stabilizzazione dei precari e' una questione squisitamente legata alla pianificazione strategica e alla disponibilita' finanziaria della Fondazione (vincolata a sua volta dai trasferimenti della Provincia).

In alcun modo un contratto di lavoro di per se' puo' implicare un nesso causale con la stabilizzazione dei precari (a meno di una integrazione ope legis). Insistere con questa argomentazione significa violare il principio di razionalita' e maliziosamente dividere il personale di ricerca con stratagemmi retorici di basso profilo.

Il danno maggiore che sta introducendo la presente bozza di contratto e' la discriminazione fra ricercatori pre-riforma e post-riforma. I frutti malati di questo discrimine non tarderanno a manifestarsi.

martedì, febbraio 06, 2007

Interrogazione -/XIII


© -bwr-

(Riceviamo e volentieri pubblichiamo)

Oggi pomeriggio forse i ricercatori troveranno qualche risposta alle domande che per lunghe settimane sono rimaste pendenti senza trovare un sollecito chiarimento. Alle 15:00 il presidente Zanotti incontrera' il personale dell'ITC.

Nel frattempo i ricercatori non solo i soli a voler vederci chiaro in questo processo di avvicendamento tra ente funzionale ITC e Fondazione Bruno Kessler. Il consigliere Mauro Bondi ha presentato una ulteriore interrogazione mirata a rendere trasparenti alcuni fasi del processo di avvio della Fondazione.

Il testo dell'interrogazione, a breve disponibile sul sito della provincia, e' consultabile qui.

lunedì, febbraio 05, 2007

Executives


© NomadoftheWaves

Ad un mese dall'avvio la Fondazione Kessler acquisisce due new entries: Umberto Silvestri, responsabile area amministrativa, e Pietro Osello, responsabile area risorse umane.

Non e' possibile sapere quanto nel processo di selezione abbia pesato la competenza piuttosto della loro social network. Entrambi non gestiscono in modo trasparente la loro rete sociale come il mondo anglosassone e' solito fare con LinkedIn (se volete pero' potete verificare la distanza dall'assessore Salvatori, noi siamo solo a due "passi").

A Umberto Silvestri e Pietro Osello, che forse ignorano il carico di lavoro che li attende, auguriamo buon lavoro.

mercoledì, gennaio 31, 2007

Convenzione


© HunAndrea

La scorsa settimana e' stato sciolto il nodo Create-Net: il Centro entrera' in convenzione con la Fondazione Kessler per ricevere i finanziamenti provinciali.

L'ipotesi che Create-Net diventasse un Centro della Fondazione Kessler e' stata scartata perche' avrebbe compromesso l'autonomia dell'istituto di ricerca...

Cosa se ne puo' dedurre per l'IRST?

martedì, gennaio 30, 2007

Precari


© Bu

(Riceviamo e volentieri pubblichiamo)

La stabilizzazione dei precari rischia di divenire un alibi per un contratto collettivo di lavoro che oggettivamente non risponde alle esigenze della professione di ricercatore.

La priorita' e' quindi assegnata alla stabilizzazione dei precari invece che al contratto collettivo di lavoro, preferendo una risposta contingente ad una soluzione strutturale del settore ricerca.

La deriva demagogica che accompagna questa improvvisa sensibilita' per i precari della ricerca si accompagna ad una ignoranza (nel senso proprio del termine) del mondo della ricerca.

Un centro di ricerca per assolvere propriamente alla sua missione deve essere in grado di garantire un continuo turnover di giovani ricercatori, solitamente post-doc, per i quali un contratto a termine rappresenta la prima esperienza professionale nel mondo della ricerca (da spendersi poi per l'acquisizione di un posto a tempo indeterminato).

Non e' corretto chiamare tali figure precari. Il precariato e' invece il frutto malato di una mancata gestione delle risorse umane. Quando un istituto di ricerca propone un rinnovo dell'incarico ad un ricercatore per dieci anni senza assumerlo opera in modo contraddittorio: da una parte conferma l'eccellenza del ricercatore (proponendo il rinnovo), dall'altra nega tale eccellenza (non confermando a lungo termine la fiducia).

Se pensiamo a questa accezione di ricercatore precario qualsiasi percentuale e' inaccettabile. Viceversa un istituto di ricerca non puo' limitarsi ad una percentuale di 30% (per la fondazione) o 20% (per i sindacati) di giovani ricercatori che contribuiscano, sebbene in un orizzonte limitato, alla costante evoluzione ed innovazione della ricerca.