© ThisMessIAmin
Oggi nuovo incontro intorno al tavolo del contratto di lavoro collettivo della ricerca. Ieri, in occasione dell'incontro con il personale ITC, l'avvocato Falasca ha avuto modo di enunciare nuovamente gli elementi innovativi della bozza di contratto.
Ancora una volta "contratto" e "stabilizzazione dei precari" sono stati proposti come elementi correlati da un nesso causale. Questa argomentazione e' priva di ogni fondamento razionale e costituisce una mistificazione fuorviante.
Il contratto di lavoro collettivo della ricerca e' chiamato a regolamentare la professione dei ricercatori a prescindere dal loro grado di anzianita' o dalle esperienze professionali pregresse.
La stabilizzazione dei precari e' una questione squisitamente legata alla pianificazione strategica e alla disponibilita' finanziaria della Fondazione (vincolata a sua volta dai trasferimenti della Provincia).
In alcun modo un contratto di lavoro di per se' puo' implicare un nesso causale con la stabilizzazione dei precari (a meno di una integrazione ope legis). Insistere con questa argomentazione significa violare il principio di razionalita' e maliziosamente dividere il personale di ricerca con stratagemmi retorici di basso profilo.
Il danno maggiore che sta introducendo la presente bozza di contratto e' la discriminazione fra ricercatori pre-riforma e post-riforma. I frutti malati di questo discrimine non tarderanno a manifestarsi.