venerdì, giugno 17, 2005

Almanacco


© felipemusica

Nei giorni scorsi si e' diffuso tra i ricercatori un falso allarmismo per un articolo di Salvatori che annunciava l'avvio della Fondazione Kessler. La notizia non era falsa. Era stata solo (maliziosamente?) omessa la data di pubblicazione: maggio 2001. Riproponiamo nel seguito uno stralcio del pensiero di Salvatori anteriore alla nomina ad assessore.

Al via la fondazione Bruno Kessler
di Gianluca Salvatori

[...]
La Fondazione Bruno Kessler sara' un soggetto operativo (ovvero gestira' una propria attivita' istituzionale di ricerca, articolata in convegni, seminari, studi e pubblicazioni), a base territoriale (ovvero con un esplicito collegamento con la dimensione locale, sia in termini di composizione della propria base associativa sia in termini di focalizzazione delle proprie tematiche di interesse) e con una struttura partecipativa (ovvero aperta ad aderenti e sostenitori, pubblici e privati, che ne condividano gli scopi ed intendano contribuire al suo impegno di ricerca).
Le attivita' con cui si dara' traduzione a questo programma si possono sintetizzare in tre punti:
- consentire, agevolare e promuovere la consultazione e lo studio dei documenti relativi alla figura di Bruno Kessler, diffondendone la conoscenza tramite la promozione di iniziative culturali e la valorizzazione dell'archivio;
- promuovere e realizzare attivita' di riflessione, di studio e di intervento su argomenti connessi allo sviluppo della realta' provinciale, con particolare attenzione ai temi dell'autonomia istituzionale, della crescita sociale, culturale ed economica, dell'internazionalizzazione, della ricerca scientifica e dell'innovazione tecnologica;
- concorrere allo sviluppo del sistema della ricerca, quale motore della crescita sociale ed economica del Trentino.
Il cammino della Fondazione è appena agli inizi. Nei prossimi mesi verranno completate le formalità relative alla sua costituzione, nonché alla messa a fuoco delle diverse attività di ricerca previste.

Poster Trentino, n.2, maggio 2001

La versione completa dell'articolo e' disponibile qui (nella parte finale della pagina).

giovedì, giugno 16, 2005

Tempi


© w00kie

(Siamo consapevoli che Dellai crede nella ricerca e sappiamo che segue indirettamente questo weblog; a lui e' indirizzato il "post" di oggi)

I tempi della politica non sono compatibili con i tempi della ricerca. Un anno per mettere a punto un disegno di legge e' assolutamente ragionevole nell'orizzonte di una legislatura. Sospendere per un anno i finanziamenti ai progetti o mantenere per un anno un istituto in regime (de facto) di commissariamento sono tempi non compatibili con la competizione internazionale.

Il disegno di legge n.51/XIII propone un nuovo soggetto della ricerca completamente asservito ai tempi della politica. Esistono almeno tre vincoli che insieme rischiano di immobilizzare nei fatti il mondo della ricerca.
  • La scadenza legislativa.
    Il governo della ricerca e' nominato dalla Provincia. In occasione del rinnovo del consiglio, lo scorso anno, il rinnovo del CdA dell'ITC e la sua piena operativita' ha richiesto piu' di 6 mesi; a questi si aggiunge il cosiddetto "semestre bianco" che porta ad una vacatio dell'istituto del 20% (1 anno ogni quattro). Se poi aggiungiamo che il CdA ha bisogno dei tempi tecnici per la nomina dei direttori dei centri tale soglia puo' raggiungere il 30%.
  • La programmazione provinciale.
    L'attivita' della ricerca e' fortemente vincolata all'attivita' dell'assessore e alla definizione del piano di programmazione. Ogni avvicendamento di assessori o rimodulazione del piano di programmazione impone un regime ad interim del mondo della ricerca.
  • Il bilancio annuale.
    La mancanza di un patrimonio e la dipendenza dai trasferimenti della Provincia vincoleranno ogni 12 mesi il governo della ricerca alla definizione del bilancio provinciale. Il nuovo soggetto della ricerca difficilmente quindi potra' definire strategie con un orizzonte piu' ampio di 12 mesi.
Siamo consapevoli che il presidente Dellai si fa garante dei punti piu' critici di questa riforma. Ma la sfida e' costruire un soggetto della ricerca che sappia sopravvivere all'eventuale avvicendamento politico nella guida del Trentino.

La debolezza dell'ITC si e' manifestata proprio quando e' venuto meno il ruolo di garante di Kessler. A luglio si intende mutare la natura giuridica dell'ITC mantenendone intatto lo spirito ideale che fu di Kessler. Purtroppo sembra che si intenda dare continuita' anche a quella che fu la vulnerabilita' dell'ITC: la mancanza di una legittimita' riconosciuta dall'intera comunita' e vincolata ad un garante politico di per se' transeunte.

mercoledì, giugno 15, 2005

Silenzio


© Fladines

(Riceviamo e volentieri pubblichiamo)

Sono un ricercatore dell'ITC. Quotidianamente il mio lavoro mi stimola ad avere una visione strategica che sappia coniugare la competizione scientifica internazionale e il trasferimento tecnologico sul territorio. Nonostante questo impegno il processo di riforma della ricerca procede negando di fatto la mia esistenza e la mia dignita'.

L'assessore Salvatori dopo una breve illustrazione del disegno di legge ai ricercatori, da oltre un anno non ha piu' condiviso con loro il processo di condivisione della riforma.

Il presidente ITC non ha mai incontrato il personale sul tema della riforma nonostante egli rappresenti formalmente l'istituto e il disegno di legge sancisca di fatto la dismissione dell'ente.

Il direttore dell'IRST non ha mai inviato una comunicazione di aggiornamento al personale sulle iniziative del comitato direttivo; silenzio che alimenta il dubbio se tali iniziative esistano o meno.

Il sindacato, dopo l'assemblea del mese scorso, non ha piu' curato un canale informativo con il personale ed e' tornata a manovrare nelle retrovie.

La stampa sembra piu' interessata alla polemica personale di Bondi che al merito del disegno di legge e relative contraddizioni.

Questo blog aveva creato un piccolo canale informativo in cui come ricercatori almeno eravamo costantemente aggiornati sull'iter del processo di riforma. Ora anche questo sembra morto.

Io sono uno, ma con me altre centinaia di ricercatori vivono quotidianamente questo disagio. Nessuno sembra voglia compromettersi nel mantenere un rapporto, anche solo informativo, con i ricercatori.

lunedì, giugno 06, 2005

Coraggio


© w00kie

Nei giorni scorsi il presidente Dellai ha inviato, mezzo stampa, un messaggio molto importante ai ricercatori. Lo riproponiamo.

Il consigliere Bondi, cosi' come i sindacati e i ricercatori ci hanno rappresentato i rischi che corriamo a scegliere di trasformare gli enti di ricerca in fondazioni: li conosciamo ma riteniamo che la fondazione sia uno strumento che si presta meglio dell'ente funzionale a raggiungere gli obiettivi che ci siamo dati di consolidare e fare crescere la ricerca in Trentino.
Per questo dopo un anno di approfondimento penso sia arrivato il momento di mollare le ancore e di affrontare le onde con fiducia e coraggio per quanto rischioso possa essere. Per fare questo io mi auguro di avere con me tutto il mio equipaggio unito e quindi spero di riuscire a convincere anche il consigliere Bondi, nonostante le sue perplessita', per quando il disegno di legge arrivera' in consiglio provinciale.

Non sembra necessario alcun commento.

mercoledì, giugno 01, 2005

Dimissioni


© JoaoBambu

(Riceviamo e volentieri pubblichiamo)

Sono 61 i docenti dell’Istituto di San Michele che hanno sottoscritto un documento in cui dichiarano la loro motivata e assoluta contrarietà alla proposta di privatizzazione dell’Istituto agrario tra i più antichi e prestigiosi d’europa. Non so se il loro appello, dopo quello dei ricercatori dell’ITC e delle associazioni agricole, sarà ascoltato e tenuto in debito conto. Per ora l’assessore Salvatori si è limitato, dopo un anno dalla presentazione del disegno di legge sulla soppressione di ITC e IASMA, a poche modifiche e di assoluto dettaglio.

Speravo che in Commissione oggi tale appello potesse essere valutato con la dovuta attenzione ma ci si è limitati a prevedere un incontro con gli insegnanti durante uno dei prossimi consigli provinciali.
In un anno non vi è stata una sola parola in favore del disegno di legge in questione. Chi ha parlato lo ha fatto per esprimere le proprie ragioni di contrarietà ma dalla Giunta è pervenuto solo un rigoroso silenzio con qualche segnale di insofferenza in più di una occasione.

In commissione legislativa sono stato nominato per conto della maggioranza, una maggioranza sorda ad ogni ragionevole richiesta di una vera riforma del settore. Una maggioranza preoccupata unicamente di dimostrare l’isolamento politico del sottoscritto tanto da non accorgersi che vi è un mondo di centinaia di lavoratori qualificati ben disposto a riformare il sistema della ricerca e innovazione ma altrettanto convinto che la legge presentata dalla Giunta sia la risposta sbagliata ad un’esigenza giusta.

Non volendo sostenere le ragioni della maggioranza in commissione ho rassegnato le mie dimissioni al fine di consentire alla maggioranza di nominare un altro consigliere e al sottoscritto di proseguire più liberamente la propria azione politica.

Da oggi fino alla discussione in Consiglio lavorerò, con la forza degli argomenti non avendo quella politica, per convincere il Presidente Dellai che sopprimere ITC e Istituto di San Michele per far nascere due fondazioni private è un grave errore per la nostra autonomia, per la nostra storia ma soprattutto per il mondo della ricerca e della imprenditoria da un lato e degli agricoltori con la loro scuola dall’altro.

Mauro Bondi