giovedì, maggio 26, 2005

Statuto


© srcurran

In uno scenario che vede l'ITC subire gli eventi invece di essere un attore del processo di cambiamento, nasce l'esigenza di riappropriarsi dell'orientamento del proprio destino. Forse si spiega in questo modo l'iniziativa del presidente ITC di mettere mano allo statuto.

Non giova pero' in questo quadro farraginoso e contraddittorio (vedi l'interrogazione presentata oggi) promuovere iniziative ancora meno "trasparenti". Quale obiettivo intende perseguire il presidente ITC? Rinnovare lo statuto di un ente funzionale in odore di dismissione? Oppure predisporre uno statuto per la costituenda fondazione? Entrambe le operazioni sembrano inconsistenti.

Il presidente ITC e' ad un bivio: deve decidere se coadiuvare il processo di riforma eterodiretto dall'assessore, oppure farsi interprete delle istanze di cambiamento promosse dai ricercatori (che non sono contro la riforma ma contro "questa" riforma).

Ora il presidente ITC e' in ferie. Speriamo che al suo ritorno abbia maturato la consapevolezza di aver ricevuto non solo un mandato dalla politica ma anche l'opportunita' di rappresentare piu' di trecento ricercatori.

mercoledì, maggio 25, 2005

Interrogazione II


© LeoL30

(riceviamo e volentieri pubblichiamo)

Trento, 24 maggio 2005.

INTERROGAZIONE

Premesso
  • che l’art. 9 della l. p. 20.3.2000, n. 3, così come modificato dall’art. 11 della L.P. 22.3.01, n. 3, e dall’art. 36 della L.P. 10.2.2005, reca disposizioni per la promozione di progetti di ricerca scientifica e per la gestione del fondo per i progetti di ricerca;
  • che la deliberazione della Giunta provinciale 21.3.2003, n. 630 ha individuato i soggetti che potevano presentare le proposte per l’apertura di centri di ricerca e sviluppo, e precisamente:
    a) enti funzionali della Provincia;
    b) altri enti e soggetti, anche a carattere nazionale e internazionale, diversi dall’Università degli studi di Trento e dalle imprese;
    c) associazioni costituite tra enti funzionali della P.A.T. o tra enti funzionali della Provincia Autonoma di Trento e Università degli Studi di Trento, i quali devono impegnarsi con propria deliberazione a garantire il raggiungimento degli obiettivi del progetto;
  • che sulla base dei suddetti criteri sono stati approvati, con deliberazione della Giunta provinciale n. 664 di data 21 marzo 2003, tre progetti di centri e precisamente:
    1) "Centro per la ricerca e lo sviluppo di sistemi per la protezione delle piante a basso impatto sull'ambiente e sulla salute del consumatore" (SafeCrop), presentato dall’Istituto di San Michele;
    2) "Centro per lo studio molecolare della Biodiversità in Trentino: da speci modello ad applicazioni all'ecologia e all'agricoltura" (CSBT), presentato dall’Istituto agrario di San Michele all’Adige;
    3) "Centro per la Ricerca e la Sperimentazione delle Telecomunicazioni per la Comunità in Rete" (Create-Net) presentato dall’Associazione CREATE-NET, costituita tra ITC e Università di Trento.
Tutto ciò premesso, dalla delibera della PAT n. 924 dd. 06 maggio 2005 dell’Assessore Salvatori, si rileva quanto segue:
  • che l’avvio dei tre progetti è stato lungo e complesso per le difficoltà intrinseche inerenti alla costituzione, praticamente ex novo, di nuovi centri di ricerca;
  • che con la presentazione delle prime richieste di erogazione del finanziamento provinciale, si sono evidenziate alcune problematiche, prima non rilevate. Infatti, le modalità di erogazione dei finanziamenti provinciali sono diverse per i progetti presentati da enti pubblici rispetto a quelle previste per i progetti presentati da altri soggetti. Nei confronti di questi ultimi è emerso che l’applicazione delle modalità di erogazione previste al punto 7, lettera b) dell’allegato E) della deliberazione n. 630/2003, crea profonde tensioni di cassa;
  • che mentre per i progetti presentati da enti pubblici l’erogazione dei finanziamenti avviene su presentazione di fabbisogni di cassa, per tutti gli altri soggetti l’erogazione dei finanziamenti provinciali avviene sulla base di stati di avanzamento del progetto al raggiungimento di una rata minima di spesa.
Tali difficoltà hanno obbligato la Giunta alla approvazione della delibera 924/05 con cui si sono estese, sostanzialmente e per quanto compatibili, anche a questa specifica tipologia di associazione (private come private sono tutte le fondazioni) le regole in vigore per gli enti pubblici. Con questa delibera sono stati cambiati i criteri per i finanziamenti ai soggetti privati creati al fine di sviluppare progetti di ricerca finanziati a termine dell’art. 9 della L.P. 20.3.03 n. 3.

In pratica, trattandosi di soggetti a tutti gli effetti privati, i finanziamenti scontavano (prima della delibera) le rigide norme previste per i privati e ciò anche nel rispetto delle norme comunitarie. Cosa fa allora la Giunta? Propone di estendere, sostanzialmente e per quanto compatibili, anche a questa specifica tipologia di associazione privata le regole in vigore per gli enti pubblici.” E così, con questo cambio di norme, ora tutti questi soggetti privati (compresa forse anche la Graphitec, che è una Fondazione, anche se non citata?) sono equiparati ai soggetti pubblici per poter funzionare.

Ma allora, anche in vista del ddl 51/04 che vorrebbe trasformare l’ITC e lo IASMA in enti (fondazioni) formalmente privati, le domande sorgono spontanee e in tal senso si

INTERROGA
l'assessore competente per sapere
  • per quale ragione, in merito ai soggetti di cui in premessa, la provincia ha stravolto le caratteristiche peculiari del privato per equipararle tout court al pubblico?
  • Può la provincia introdurre norme di privilegio e di distinzione fra soggetti privati solo per il fatto che questo privato è partecipato da soggetti pubblici? E come si rapporta con le direttive comunitarie? Un privato “vero” potrebbe rivendicare analoga equiparazione? Oppure potrebbe cercare una partecipazione pubblica per vantare privilegi di questo genere? E se si con quali criteri la PAT potrebbe scegliere tra i privati interessati senza venir meno ai principi di imparzialità cui è tenuta la Pubblica Amministrazione?
  • Che senso ha creare soggetti finti privati (la stessa Informatica Trentina, SpA per antonomasia con capitale a maggioranza della Provincia, è stata obbligata a seguire le direttive per il contenimento delle spese correnti emanate dalla Giunta provinciale; ma non solo, è stata anche costretta al rispetto del Patto di stabilità interno per cui subisce il rallentamento ed una notevole dilazione dei tempi d’incasso dei crediti vantati nei confronti della Provincia), se poi vengono equiparati a Enti Pubblici per non avere problemi nella loro gestione?
  • Le istituende Fondazioni private Mach e Kessler potrebbero avere gli stessi problemi dei soggetti privati ( SafeCrop, CSBT, CREATE-NET) di cui alla delibera 924/05? E se si per quale ragione si intende privatizzare formalmente ciò che poi, nella sostanza, dovrebbe essere equiparato a Enti Pubblici Funzionali per non incontrare i problemi evidenziati nella stessa delibera proposta dall’Assessore Salvatori? Non sarebbe meglio mantenere ITC e IASMA Enti Pubblici Funzionali magari intervenendo sul piano amministrativo per rendere più flessibili le direttive che la PAT emana e con le quali irrigidisce l’azione di questi stessi Enti (come nel caso della Informatica Trentina spa)?
A termini di regolamento si chiede risposta scritta.

a cura del Consigliere M.Bondi

Risposte


© SillyDog

Risposta dell'assessore Gianluca Salvatori all’interrogazione n. 506 del 14 aprile 2005 sulla consulenza relativa al rapporto di lavoro alle dipendenze delle Fondazioni previste dal disegno di legge su ricerca e innovazione:
(testo dell'interrogazione )

1. L’affidamento di incarico al prof. Tiziano Treu è avvenuto con delibera n. 680 di data 8 aprile 2005. L’incarico non è ancora concluso e pertanto non vi è stata consegna di elaborati definitivi. In sede di commissione l’assessore Salvatori aveva annunciato l’intenzione di avvalersi della consulenza del prof. Treu per lo studio dello schema di contratto collettivo destinato ai ricercatori che transiteranno alle Fondazioni, ma l’indisponibilità di fondi a bilancio ha determinato lo slittamento dell’assegnazione dell’incarico a periodo successivo all’approvazione della legge di bilancio per l’anno 2005.

2. [...]

3. Tenuto conto che le fondazioni previste dal DDL 51 saranno costituite successivamente all’approvazione del disegno di legge e che il contratto di lavoro di settore che le fondazioni applicheranno al proprio personale non potrà che risultare da autonome trattative tra le fondazioni stesse e le parti sociali, è di tutta evidenza che l’incarico assegnato al prof. Treu va considerato come sostegno all’impegno politicamente assunto dalla Provincia per facilitare un dialogo costruttivo tra le Parti e consiste nel mettere a disposizione uno studio per l’individuazione dello schema di contratto collettivo per i ricercatori che transiteranno alle Fondazioni, come base di discussione tra le Parti stesse. Pertanto la consulenza affidata al prof. Treu non determina in alcun modo la necessità di sospendere l’iter in corso, in quanto i suoi scopi non rilevano rispetto ai contenuti normativi del disegno di legge.

(testo completo della risposta )

martedì, maggio 24, 2005

Invariante


© Chihyu

Il processo di riforma del sistema ricerca contempla una variabile imprescindibile: i ricercatori. Il disegno di legge invece prescinde dal loro destino che colloca indistintamente tra gli impiegati provinciali o come dipendenti della fondazione (a distanza di oltre un anno non e' ancora chiara questa seconda alternativa).

Sarebbe interessante conoscere la posizione dei ricercatori in proposito. Nessuno ha pensato di effettuare un sondaggio per avere una proiezione dello scenario che si prospetta. Molti obbiettano che tale sondaggio non e' praticabile: mancano le informazioni minime per formulare il quesito in termini chiari (informazioni non disponibili neanche alla V Commissione).

L'approvazione del disegno di legge puo' prescindere da questo dato? Lo scenario, tutti i ricercatori assunti dalle fondazioni o tutti i ricercatori comandati dalla Provincia, puo' essere un invariante nel dibattito consiliare?

Forse un centro di ricerca basato quasi esclusivamente su ricercatori afferenti al Servizio Universita' e Ricerca e comandati alla fondazione incarna il vero disegno della riforma: il sistema ricerca come braccio operativo della Provincia.

lunedì, maggio 23, 2005

Ineludibile


© BerlimBrasil

(riceviamo e volentieri pubblichiamo)

Da oltre un anno la discussione sul disegno di legge per il riordino della ricerca procede eludendo le ragioni forti della riforma. I ricercatori sono stati in grado di promuovere una approfondita riflessione sulla sfida della ricerca e dell'innovazione. Tuttavia le ragioni della riforma nulla hanno a che fare con ricerca e innovazione.

Non sono necessarie doti di veggenza per prevedere che nel medio termine le risorse disponibili per il bilancio provinciale sono destinate a ridursi. Si prospetta uno scenario in cui l'esercizio della politica sara' vanificato dalla mancanza di margini nell'esercizio del bilancio. L'intero bilancio della Provincia sara' infatti vincolato dalle spese per il personale, sul quale nessuna opzione politica e' possibile.

La privatizzazione degli enti di ricerca si colloca in un disegno strategico lungimirante teso ad esternalizzare alcune competenze. L'obiettivo e' scindere la funzione pubblica dalla gestione del personale per espletarla. ITC, IASMA, ITEA, APT sono solo alcuni esempi, altri ne seguiranno.

La politica potra' cosi' riappropriarsi dell'esercizio della discrezionalita' nell'esercizio del bilancio. Le risorse saranno quindi redistribuite sulla base dei criteri del bene comune. Ai nuovi soggetti privati il ruolo di saper gestire virtuosamente e con criteri di imprenditorialita' le fluttuazioni dei trasferimenti pubblici.

Queste sono le ragioni che a luglio porteranno il disegno di legge n.51/XIII a diventare Legge Provinciale. I ricercatori, sono certo, sapranno raccogliere questa nuova sfida.

a cura di un Consigliere della XIII Legislatura